mirror theory di Lacan
La teoria dello specchio
Cosa vedremo in questo articolo
In questo articolo analizzeremo brevemente la teoria dello specchio di Jacques Lacan, nota anche come "social mirror theory" o "mirror projection theory".

La mirror theory o teoria dello specchio
Jacques Lacan
La teoria dello specchio è stata sviluppata dallo psicologo Jacques Lacan nel 1936 e afferma che ilmodo in cui vediamo noi stessi è influenzata dal modo in cui glialtri ci vedono e ci trattano.
Il modello sviluppato da Lacan ha origine nella psicologia di Carl Jung, (se hai sbloccato il modulo delle teorie dello sviluppo e dell'apprendimento abbiamo trattato Jung qui) che introdusse il concetto di proiezione, ovvero il concetto secondo cui le persone proiettano i propri aspetti inconsci sugli altri.

Secondo la teoria dello specchio i bambini imparano a vedere loro stessi in base a come vengono riflessi dai loro genitori o caregivers e le qualità che vediamo negli altri, specialmente quelle che suscitano in noi una reazione, positiva o negativa, sono un riflesso di noi stessi.
Questo si traduce con reazioni di piacere o fastidio di fronte a determinati comportamenti che ci “attivano”: le nostre reazioni istintive – positive o negative– di fronte a determinati comportamenti o qualità, possono dirci molto di noi stessi. Analizzando queste reazioni con onestà intellettuale possiamo iniziare un processo di riflessione interna e sviluppo personale. Se ad esempio notiamo qualità negative in un’altra persona, potremmo riconoscere aspetti di noi stessi che facciamo fatica ad ammettere; al contrario apprezzando le qualità degli altri, potremmo riconoscere le nostre virtù e potenzialità in modo simile.

Secondo la teoria dello specchio, quindi, ciò che vediamo nelle altre persone, come qualità, emozioni e comportamenti positivi o negativi, sono in realtà riflessi della nostra personalità.

Le persone agiscono quindi come specchi in cui vediamo riflessi nostri aspetti personali.
I meccanismi alla base
Alla base di questo modello ci sono quattro meccanismi:
  1. Proiezione negativa
  2. Proiezione positiva
  3. Critica inversa
  4. Accettazione

Vediamoli più nel dettaglio:

Proiezione negativa: non sopportiamo negli altri quei difetti che abbiamo noi stessi, ma non riconosciamo o accettiamo di avere.

Proiezione positiva: ammiriamo maggiormente negli altri quelle qualità che possediamo anche noi.

Critica inversa: per nascondere le nostre insicurezze o debolezze, tendiamo a criticare maggiormente gli altri.

Accettazione: il saper riconoscere e accettare i punti di forza o di debolezza degli altri, fa aumentare la nostra auto-accettazione e crescita personale.

Secondo la teoria dello specchio le ferite emotive possono influenzare il modo in cui vediamo noi stessi e ci relazioniamo con gli altri: se abbiamo ferite emotive irrisolte è probabile che ci identifichiamo con modelli negativi e abbiamo relazioni negative con gli altri.
Come applicare la teoria dello specchio alla didattica
La teoria dello specchio può essere molto utile a scuola perché il processo di specchiamento e di costruzione dell’identità inizia a casa e prosegue a scuola, dove il bambino si rispecchia nei pari e negli insegnanti.

L’uso concreto dello specchio come oggetto in classe, soprattutto nella scuola dell’infanzia, favorisce la consapevolezza corporea, la percezione di sé e la scoperta dell’identità personale, attraverso l’osservazione della propria immagine riflessa.

Da un punto di vista neuropsicologico il concetto dei neuroni specchio (che nella nostra accademia trovi approfonditi qui) spiega come l’apprendimento avvenga anche per imitazione: osservando un comportamento i bambini attivano le stesse aree cerebrali di chi lo compie: questo facilita l’apprendimento sociale ed imitativo (trovi la lezione specifica in accademia qui).

La teoria dello specchio può essere usata per aiutare gli studenti a riconoscere il fatto che le emozioni suscitate dai comportamenti degli altri spesso riflettono vissuti personali e attraverso questa consapevolezza è possibile sviluppare l’empatia, la comprensione reciproca e la gestione dei conflitti.

Una possibile attività pratica può essere rappresentata da momenti di riflessione collettiva, ad esempio durante un circle time (che trovi qui) o cooperative learning (che trovi qui), in cui agli studenti viene chiesto di rispondere a domande del tipo:
  • “cosa mi ha infastidito di questa situazione?”
  • “cosa mi dice di me stesso?”

Per concludere, la teoria dello specchio rappresenta un importante riferimento nella psicologia dello sviluppo e ha una sua importanza anche a scuola per lo sviluppo emotivo e la promozione di dinamiche di gruppo sane. La teoria dello specchio invita sia docenti che studenti a un percorso di auto-riflessione: ciò che ci colpisce negli altri è spesso una proiezione di aspetti che non conosciamo o accettiamo di noi stessi.

Abbiamo trattato più apprfonditamente alcuni degli argomenti o autori che abbiamo accennato in questo articolo nei moduli:
  • Teorie dello sviluppo e dell'apprendimento
  • Metodologie didattiche

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